La terza giornata della VII edizione di FEGE – Festival dell’Editoria e del Giornalismo Emergente, tenutasi sabato 29 marzo a Terni, ha confermato ancora una volta la forza di un evento che non è solo una rassegna culturale, ma un autentico spazio di crescita e consapevolezza collettiva. Ospitato tra le sale del PalaSì! e della BCT – Biblioteca Comunale di Terni, il festival ha accolto studenti, cittadini, giornalisti e ospiti d’eccezione, offrendo un programma ricco di contenuti che hanno spaziato dalla libertà di stampa alla responsabilità dell’informazione, dal ruolo dei giovani al valore del coraggio.
L’energia del pubblico e il valore dell’informazione autentica
L’energia della giornata è arrivata dal pubblico stesso, in particolare dai giovani, che fin dal mattino hanno partecipato attivamente agli incontri. A sottolinearlo è stato Piero Muscari, founder e direttore artistico del festival, che ha esordito ringraziando la città di Terni e i ragazzi per l’entusiasmo, la presenza e le domande: “Siamo stati motivati da voi a fare bene e a prenderci la responsabilità di questo mestiere”.
Protagonista della mattinata è stato il giornalista Davide Giacalone, che con la sua lectio magistralis ha posto il tema della verità come valore fondamentale. “Tutti abbiamo diritto alle nostre opinioni, ma non tutti abbiamo diritto ai nostri fatti”, ha affermato, richiamando l’importanza della curiosità critica e dell’onestà intellettuale nella costruzione del pensiero. Il suo intervento ha fatto riflettere su quanto sia facile oggi manipolare l’informazione e quanto sia urgente riscoprire un giornalismo che sappia distinguere tra opinione e realtà.
Il ricordo di Oliviero Beha e il Premio che porta il suo nome
Nel corso del pomeriggio, grande attenzione è stata dedicata al ricordo di Oliviero Beha, giornalista indipendente e figura simbolica per FEGE, al quale è intitolato uno dei premi principali. A intervenire in sua memoria è stata Germana Beha, figlia del compianto Oliviero, che ha sottolineato: “Quando riesci a rimanere vivo pur non essendoci più, vuol dire che hai lasciato qualcosa che continua a generare bellezza e pensiero”. Parole che hanno commosso e ispirato tutti i presenti.
Il Premio a Massimo Giletti: un riconoscimento al giornalismo di coraggio
Momento clou della giornata è stata la consegna del Premio “Oliviero Beha” a Massimo Giletti, giornalista, autore e volto storico del giornalismo d’inchiesta televisivo. In un dialogo autentico e profondo, Giletti ha ricordato Beha come “una persona d’altro spessore, da guardare con rispetto, perché aveva il coraggio non solo di andare avanti, ma di farlo sapendo le conseguenze che avrebbe pagato”. Ha aggiunto: “Io diffido sempre di chi non ha paura. Il coraggio vero è andare avanti comunque, per raccontare”. Un monito per chi fa informazione oggi, ma anche un incoraggiamento per le nuove generazioni.
Una giornata di dialogo e confronto
Il talk “La narrazione del Paese” ha visto dialogare Giletti con Aldo Cazzullo, Piero Marrazzo e Davide Giacalone, in un confronto aperto sul presente e futuro del giornalismo. Ognuno ha portato il proprio punto di vista, unito da un valore comune: la passione per la verità e la responsabilità del racconto.
Tra i momenti più toccanti, la testimonianza di chi ha vissuto il carcere, che ha invitato i ragazzi a scrivere una cartolina a una persona cara. “Quella cartolina vi tornerà indietro”, ha detto, trasformando un gesto semplice in un messaggio potente: la scrittura come ponte, la memoria come risorsa.
Il messaggio di FEGE 2025: scegliamo chi ci rappresenta
In chiusura, il saluto di Piero Muscari ha racchiuso lo spirito di FEGE 2025: “Guardate negli occhi questi giornalisti, sceglieteli, finché ci credete, finché non vi deludono. Perché è così che ci si prende la realtà: guardandola in faccia”.
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